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L.P.N. di Enzo Miglietta
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LA PERDITA DELLA PAROLA O ARTE DALLA SPAZZATURA – PSEUDO Credo che intorno al 30% di ciò che si compra, oggi, vada in poco, spesso in niente, allo scarto, sia da roba di alimenti, sia da soppalco o di parata. Tutta roba di pronto consumo vestita di eternità, neanche perennità. Di essa la finta eternità va subito alla finta banca, i bidoni della spazzatura e fiancate, sempre ingombre, specie nei “festivi”, di “non entrante dentro” che, pure, entrerà. E poi le spazzature o i rifiuti oggi sono il peggiore problema che ha a che fare con la sopravvivenza in fondo e subito dopo la decenza. E' il problema mondiale delle scorie o residui bellici e parabellici o industriali e para, fino alle montagne o fogne degli oggetti e loro porzioni, o frammenti, da far sparire, riciclabili e no: a che la raccolta differenziata di vetri, carta, plastica, pile, eccetera? LP.N. 20-03-01 (riduzione dal testo originale del 7-11-99) IL GESTO ESTETICO DELLA SCRITTURA Il gesto estetico della scrittura........ cosa sarà mai? Un fare come un più vedere e meno leggere "la scrittura", o prima vedere e poi leggere, o vedere in superficie e leggere in profondità, o niente leggere né tanto né poco, perché alla base c'è e non c'è la scrittura, essa se ne va per vie pazze? Però ciò che si vede ti può suggerire un' idea un pensiero un ricordo un desiderio, ciò che si legge ti può suggerire altro, ciò che si vede + ciò che si legge altro ancora, a diversi livelli, no? Ma non è necessario salire o scendere tutti i livelli, ognuno è un suggerimento, un certo modo di fare scrittura, o scrivere, gestendo su una parte di memoria o progetto o presente dell'eventuale attenzione. E' che la scrittura si libera di secolari condizionamenti - linearità senso unico codice canale servizio regolarità - e poi si libera anche delle forzature rotture analisi commistioni eccetera. E' comunque e solo "un gesto", con tutte le sue defaillance, precarietà conseguenze, e lo è sempre, ché in qualche modo qualcosa è cambiato, dopo il gesto, qualcosa è rimasto, come segno diverso, e batte le strade del mondo, anziché - correre i vecchi righi più e meno a misura. Il gesto estetico evidenzia La dimensione estetica della scrittura, che può essere pazza, dando all'attributo pazza il significato di libera, ma libera +++++++ . La dimensione usuale ragionevole è stanca, anche perché mano e penna non servono più comodamente, altre sono le vie e le misure comode oggi e più domani. Le nuove dimensioni cambiano, pare, i canali supporti compagnie destinazioni misure, i "nuovi schemi" (Martini), ma lui, il corpo della scrittura, dopo tante analisi e prove, è cambiato a misura o fuori misura? La scrittura al di qua e al di là della parola, la scrittura può essere libera, tutta per sé, PAZZA ? solo per modificarsi a piacere proprio per magari altri canali altre figurazioni altri servizi? Sì, se poniamo l'attenzione sulla dimensione estetica del corpo della scrittura. dei “nuovi schemi”. Novoli 25.1.1996 Enzo Miglietta |
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